Storia e territorio - Comune di Castel Maggiore

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Storia e territorio

 

La Città di Castel Maggiore (nella Città metropolitana di Bologna) si estende per circa 3.100 ettari nell'alta e media pianura bolognese, tra i 35 e i 20 metri sul livello del mare, dalla riva destra del fiume Reno fino al Savena Abbandonato.
Divisa in frazioni e località (Trebbo di Reno, 1° Maggio, Sabbiuno, Castello, Torreverde, Boschetto-Castiglia, Bondanello, Osteria del Gallo), conta oltre 18.600 abitanti al 31/12/2020 e vanta una rete produttiva di oltre 1.400 imprese.

 

Stemma ufficiale di Castel Maggiore:

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CENNI STORICI

Il Comune di Castel Maggiore, così denominato con decreto dello Stato Pontificio del 1818, vide la luce in piena epoca napoleonica, nell'anno 1802 con la denominazione di Castagnolo Maggiore. La sua storia è però più antica, risente dell'influenza di centri maggiori come del resto i Comuni che oggi sorgono intorno a Bologna.

Andando a spulciare fra antichi reperti, trovati a volte casualmente con l'aratro anziché con strumenti più consoni a un archeologo, si risale alle origini Romane dei primi secoli dell'Impero o ai Galli Boi che, pare, vi risiedessero prima degli stessi Romani.
Dopo la caduta dell'Impero, la zona divenne teatro di guerre: vide gli eserciti di Odoacre, conobbe le guerre gotiche, sperimentò fame, peste, epidemie di ogni genere. Divenuta terra bizantina, dall'VIII secolo passò sotto il dominio degli Arcivescovi di Ravenna, assisté al passaggio dei Longobardi e a quello dei Franchi. Nel X secolo sperimentò le angherie degli Ungari mantenendo poi, una volta inserita nella cosiddetta Romania, usi e costumi latini.
Nel Medioevo la comunità di Castagnolo e quelle limitrofe di Bondanello, Sabbiuno, Saliceto, Ronchi di Corticella e Trebbo già occupavano un territorio i cui confini coincidono con quelli dell'attuale comune. Dal XIII secolo iniziò una nuova fase per la storia di Castagnolo, alla rete stradale infatti si affiancò la più importante idrovia tra Bologna e Ferrara: il canale Navile, ponendo le basi per una profonda trasformazione dell'economia del territorio e per un insediamento artigianale, che prese il nome di Molini Nuovi, che, nel 1519, era composto da un mulino, un'osteria e un piccolo borghetto.
All'inizio del 1800 il borgo dei Molini Nuovi divenne un borgo industriale arricchito dal Palazzo della famiglia Pizzardi. In tale epoca Castagnolo Maggiore assunse il nome di Castel Maggiore per volere della stessa famiglia nobiliare. Progressivamente la vocazione portuale lasciò il posto a scambi commerciali per la città utilizzando nuovamente la rete stradale; la zona confermò inoltre l'avanzamento dell'industrializzazione con l'edificazione di una nuova officina "meccanica e fusoria" all'avanguardia nella costruzione di macchine utensili. Tale officina, alla fine dell'ottocento, si era specializzata nella produzione di macchine agricole e utensili, di fusioni artistiche e, per la prima volta in Italia, di frigoriferi. Con la progressiva diminuzione di traffici sul Navile e la successiva costruzione della ferrovia Bologna - Ferrara (1862), Castello cominciò a perdere lentamente d'importanza a vantaggio del nucleo sviluppatosi nel frattempo a ridosso della via Galliera.
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La Resistenza
Durante la seconda guerra mondiale Castel Maggiore è stata teatro di importanti episodi della lotta antifascista e della guerra partigiana, pagando un grave contributo di sangue.
A Bondanello venne bruciata la casa dei Guernelli, una famiglia di mezzadri, venne ucciso il capofamiglia, due suoi figli e tre sfollati; alla Biscia venne fatto saltare in aria un caseggiato e sette persone vennero fucilate sulle macerie; a Sabbiuno di Piano, il 14 ottobre 1944, vennero uccisi ventisette uomini e sei donne. Castel Maggiore, a causa della sua posizione strategica, della presenza di un’importante stazione ferroviaria e della Caserma del Genio, fu uno dei territori più colpiti dai bombardamenti alleati.
 
La vicenda della Uno Bianca
La banda della uno bianca ha lasciato una traccia indelebile nella memoria collettiva dei cittadini di Castel Maggiore. Il 20 aprile 1988 Umberto Erriu e Cataldo Stasi, giovani carabinieri in servizio presso la locale stazione, durante un servizio di pattuglia preso la Coop di via Gramsci furono trucidati in un agguato di cui si comprese la matrice solo negli anni successivi.
Il 27 dicembre 1990 furono assassinati altri due cittadini di Castel Maggiore: Luigi Pasqui fu colpito amorte al termine di una rapina presso la stazione di servizio sulla Provinciale Galliera, poco dopo fu feddato davanti alla sua abitazione a Trebbo di Reno Paride Pedini, sfortunato testimone del cambio di vettura da parte dei banditi
 
La ricostruzione e i decenni successivi hanno segnato il passaggio dalla dimensione prevalentemente agricola allo sviluppo industriale e all’espansione demografica ed urbanistica. Con lo sviluppo del terziario, oggi Castel Maggiore si presenta come un grande sobborgo metropolitano.
 
Con decreto del Presidente della Repubblica del 19 aprile 2007, a Castel Maggiore è stato conferito il titolo di Città
 

 


 

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