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Il microchip è un circuito integrato delle dimensioni circa di un chicco di riso, il materiale che lo costituisce non provoca nessuna forma di rigetto o fastidio all’animale.

Il microchip è riconosciuto dal 2010 come unico sistema identificativo di cani, gatti e furetti ai fini dell’iscrizione all’anagrafe regionale degli animali d’affezione.

L’identificazione dei cani e degli altri animali avviene mediante inserimento sottocutaneo nella regione mediana del collo, lato sinistro (dietro l’orecchio sinistro) di un unico microchip.

L’applicazione del microchip è eseguita sempre e solo da un medico veterinario. Dopo l’applicazione, il codice del microchip (sequenza di 15 numeri visualizzata mediante un apposito lettore in dotazione ai Servizi Veterinari delle ASL, ai veterinari liberi professionisti abilitati ad accedere all’Anagrafe Canina Regionale, alla Polizia Municipale e alle guardie zoofile) è inserito nella banca dati dell’ Anagrafe Canina Regionale.

Tramite il codice si può risalire al proprietario dell’animale nonché all’animale stesso, al paese in cui esso è stato identificato ed al produttore del microchip. In tal modo il cane può essere facilmente identificato in Italia ed in tutti i paesi dell’Unione Europea dato che anche qui vige l’obbligo del microchip.