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Giardino della scuola materna Bonfiglioli

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Giardino della scuola materna Bonfiglioli

notizia pubblicata in data : giovedì 16 giugno 2016

Mancava un documento tra gli allegati ad una delibera di giunta del 2008: assolta in primo grado, il Sindaco Belinda Gottardi condannata in appello.

La  vicenda aveva investito la Giunta comunale operante a Castel Maggiore tra il 2004 e il 2009: la mancanza di un documento tra gli allegati ad una delibera di giunta del 19/12/2008, aveva comportato la richiesta di rinvio a giudizio per l’allora assessore ai lavori pubblici, Belinda Gottardi, con la contestazione di falso ideologico in atto pubblico.
Nel processo tenutosi il 5 giugno 2013, Belinda Gottardi era stata assolta per non aver commesso il fatto, ma la Procura della Repubblica ha ritenuto di impugnare la sentenza e rinviare in Appello il giudizio: oggi la sentenza d’appello ha ribaltato l’assoluzione in primo grado, con una condanna a sei mesi con la sospensione condizionale, insieme al funzionario che aveva la responsabilità tecnica delle delibera.

I fatti: nel dicembre 2008 la giunta approvò il progetto di realizzazione del giardino della nuova scuola materna Bonfiglioli a Trebbo di Reno.
La delibera era basata su un voluminoso faldone di materiali, una documentazione composta da 15 allegati tra planimetrie, schemi di irrigazione, computi metrici, prezzi, moduli ecc.. A seguito di una richiesta di accesso agli atti da parte di un Consigliere comunale, è emerso che un allegato secondario, per la precisione il n.13 “Piano di sicurezza” relativo alle procedure da osservare nel futuro cantiere di realizzazione dell’opera, non era presente nella documentazione.
Da qui la contestazione, da parte della Procura della Repubblica, dell’ipotesi di reato di falso ideologico per l’allora assessore ai lavori pubblici e per l’allora direttore dei servizi tecnici del Comune.

Il Sindaco Belinda Gottardi, pur nel rispetto della funzione giurisdizionale, sottolinea che sugli stessi fatti e sulla base della medesima documentazione probatoria, si sono fondate due decisioni di segno opposto: l’assoluzione in primo grado e la condanna in secondo grado. In attesa del deposito da parte del giudice delle motivazioni della sentenza, Belinda Gottardi evidenzia come a suo tempo in qualità di Assessore ai lavori pubblici svolse un ruolo politico, non certamente tecnico, nella volontà di realizzare un progetto per dotare una scuola materna del territorio di un adeguato giardino per i giochi, e sicuramente non stava a questo ruolo di indirizzo politico entrare nel merito tecnico del progetto, essendo esso avvalorato dai funzionari del Comune. Definito l’obiettivo, esaminate le caratteristiche salienti e il costo per l’amministrazione comunale, la figura incaricata di controllare la completezza e congruità della documentazione (un intero faldone di carte) non poteva essere rappresentata dall’assessore, figura politica e non tecnica.
In virtù di queste considerazioni, Belinda Gottardi annuncia il ricorso in Cassazione ed esprime “stupore per l’estrema attenzione posta dalla Procura ad una vicenda del tutto marginale e veniale, visto che la mancanza del documento non profila una intenzione dolosa ma ha rappresentato un errore materiale che non ha inficiato il progetto e che non ha arrecato alcun danno erariale al Comune, alla collettività di Castel Maggiore o a terzi, né ha portato un illegittimo vantaggio a chicchessia. Una svista tecnica che nulla ha a che vedere con il lavoro svolto al servizio della pubblica amministrazione, prima come assessore, poi come Sindaco eletto nel 2014 con il 75% dei consensi. Il ruolo di Sindaco e di pubblico amministratore – prosegue Belinda Gottardi – è di rappresentare le esigenze della cittadinanza e non può essere appiattito a un compito di verifica tecnica di documenti predisposti dai funzionari competenti. Questa condanna in sostanza dice che un Sindaco deve rispondere penalmente per ogni possibile errore tecnico commesso dai funzionari del Comune, attribuendo al primo cittadino un ruolo di controllo formale degli atti che nella pratica è impossibile da eseguire, e infatti le norme assegnano questo compito proprio ai funzionari: in questi termini la missione politica di chi viene eletto dal popolo viene svilita e diventa una corsa ad evitare esposti e trabocchetti normativi, un compito veramente complicato per chiunque”.

Peraltro la sentenza di condanna non comporta incompatibilità con la carica né sospensione dalla stessa, neppure se venisse eventualmente confermata in Cassazione.

Va osservato anche  che il progetto è ancora sulla carta e non è ancora stato appaltato per i noti limiti imposti dal patto di stabilità, la sicurezza del cantiere sarà comunque prerogativa della ditta che eventualmente si aggiudicherà i lavori qualora si trovino i finanziamenti per la realizzazione, in ogni caso gli oneri per la messa in sicurezza del futuro cantiere erano già stati stanziati nella misura abituale del 3% dell’importo dei lavori, e non potrebbero neppure essere oggetto di ribasso nel corso di un’eventuale asta pubblica. Insomma, non vi era alcun motivo di occultare deliberatamente la mancanza di un documento, ascrivibile invece ad una svista del settore tecnico incaricato di preparare il materiale delle delibera di Giunta, svista che non ha alcuna incidenza sul senso complessivo del progetto e che sarà del tutto rimediabile all’atto di mettere a bando i lavori, se e quando questo sarà possibile.

ultima modifica:  08/05/2017
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