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Quando il gioco diventa un problema

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Quando il gioco diventa un problema

notizia pubblicata in data : domenica 22 febbraio 2015

Quando il gioco diventa un problema

Manifesto dei Sindaci contro l’azzardo e marchio Slot Free-ER: i primi atti concreti del nostro impegno contro la ludopatia

Il Consiglio Comunale di Castel Maggiore ha approvato all’unanimità la delibera di adesione del nostro Comune al Manifesto dei Sindaci contro l’azzardo e per la diffusione del marchio “Slot Free” della Regione Emilia-Romagna.

Il Manifesto dei Sindaci contro l’azzardo

Il Manifesto, promosso dalla Scuola delle Buone pratiche, Terre di Mezzo, Fa’ la cosa giusta e Legautonomie,  è stato sottoscritto da centinaia di Comuni in tutta Italia per sollecitare al Governo l’approvazione di una nuova legge sull’azzardo. Servono finalmente misure a livello nazionale e regionale per ridurre l’offerta, oltre che un’adeguata informazione e un’attività di prevenzione e cura; è necessario che sia consentito il potere di ordinanza ai Sindaci per definire orari e luoghi di apertura delle cosiddette sale gioco, oltre che il loro parere preventivo e vincolante sulla possibile installazione di apparecchi per l’azzardo.
Deve essere consentito ai Comuni e ai Sindaci di esercitare quel ruolo di tutela della salute e della sicurezza pubblica che è loro formalmente attribuito ma che almeno in questo ambito non riescono ad esercitare per colpa di dispositivi normativi che favoriscono smaccatamente i gestori delle “macchinette” a danno della collettività.
Con questo primo passo l’Amministrazione comunale vuole dare il via ad un percorso di iniziative per diffondere sempre più e in modo trasversale la consapevolezza che il fenomeno del gioco patologico abbia assunto dimensioni e conseguenze davvero preoccupanti anche nel nostro territorio.
Nel 2013 in Emilia-Romagna l’azzardo ha prodotto un fatturato di circa 6 milioni di euro, una perdita per i giocatori di 1,3 milioni e comportato l’assistenza di 1.102 persone da parte dei SerT (i servizi che si occupano di dipendenze) delle Aziende Usl. Un dato fortemente in crescita, dal momento che si stima che solo nella nostra regione i giocatori a rischio patologico siano circa 10mila. I pazienti della nostra regione sono prevalentemente italiani (91,7%), e di sesso maschile (79% rispetto al 21% di donne); la fascia di età più numerosa è tra i 41 e i 50 anni (29,5%); segue l’età 51-60 anni (23,2%) e 31-40 (19,3%).  I dati nazionali certificano che giocano molto anche gli adolescenti (il 47,1% degli studenti tra i 15 e i 19 anni) e addirittura i bambini, con l’8% che gioca online e il 15,3% offline, spesso sottraendo denaro in casa o dove capita.
Il gioco patologico mette a rischio la serenità, la sicurezza e la salute delle famiglie e delle comunità e sta rovinando la vita a sempre più persone anche nella nostra regione.
Impossibile poi non ricordare che un mercato tanto ricco e diffuso attira la presenza delle mafie, sia nel gioco legale che in quello clandestino.

Il marchio Slot Free

Nella lotta al gioco d'azzardo è necessario l’impegno di tutte e tutti, a partire dai Comuni per arrivare alle scuole, senza dimenticare il volontariato e il singolo cittadino. Un ruolo molto importante, naturalmente, è quello che possono svolgere gli esercenti, coloro cioè che nella maggior parte dei casi ospitano slot machines e altre apparecchiature.
Il marchio Slot Free promosso dalla Regione Emilia-Romagna si rivolge proprio a loro: l’adesivo che certifica l’assenza da un esercizio commerciale delle mangiasoldi verrà rilasciato a tutti quei commercianti che vorranno pubblicamente rendere nota la loro scelta di non installare o di rimuovere gli apparecchi per il gioco d’azzardo. In questo modo i cittadini potranno riconoscere e scegliere i locali liberi da slot machines o totem per il gioco online. Gli esercenti che intendono aderire all’iniziativa possono fare richiesta dell’adesivo al Comune o direttamente al SUAP dell’Unione Reno-Galliera, che dopo una breve istruttoria provvederà materialmente al rilascio della vetrofania.

ultima modifica:  23/02/2015
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