Città di Castel Maggiore, Assessorato alla Cultura
Associazione Tra un Atto e l’Altro
Direzione Artistica: Francesca Mazza
Sala Teatro Biagi D’Antona - Via G.La Pira 54, Castel Maggiore (BO)
In collaborazione con la Provincia di Bologna, Assessorato alla Cultura
Presentazione |
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La settima stagione di Sguardi sta per aprirsi: diciassette appuntamenti per altrettante occasioni di intrattenimento per i nostri cittadini. Occasioni per ascoltare musica, per ridere, per riflettere, per conoscere, per imparare, per emozionarsi.
Anche per questa stagione proponiamo una ricca offerta di spettacoli che auspichiamo incontrino i gusti e le aspettative dei nostri cittadini. Appuntamenti con il teatro d’autore, con la musica, con la comicità, con il mistero, lanciando uno sguardo all’impegno ambientale e confermando la grande attenzione ad alcune delle date più cariche di significato per la comunità: il giorno della Memoria e la festa della Liberazione.
Siamo convinti che la qualità della vita di una città si misuri anche dalla qualità della sua offerta culturale e con la rassegna Sguardi vogliamo cogliere questa sfida.
Belinda Gottardi
Assessore alla Cultura
Dostoevskij scriveva che "la bellezza salverà il mondo".
Lo credo. Credo in una naturale propensione all’equilibrio e, quindi, all’armonia. In controtendenza rispetto a chi relega Arte e Cultura tra i beni superflui - quando non addirittura gli nega lo statuto di "bene" - v’invito a teatro per un’ecologia del pensiero e del cuore. Perché l’arte e la cultura sono bellezza, sono piaceri irrinunciabili, anche e soprattutto quando muovono allo sforzo del pensiero e della comprensione, quando non s’accontentano del puro divertimento ma anzi, penetrano, anche dolorosamente, nelle nostre esperienze di vita e nelle nostre emozioni. Arte, Cultura e, quindi, Teatro non devono fare paura: devono essere pretesi come strumenti insostituibili per dare senso alla nostra quotidiana fatica del vivere. Perdonate il pistolotto; al di là di una certa enfasi celebrativa, credetemi che c’è davvero bisogno di affermare queste cose: corrono tempi smemorati per incuria e smemorati per interesse.
La musica aprirà e chiuderà la nostra Stagione 2009/10: nel primo caso con l’assolo di un prestigioso pianista e compositore, nel secondo, con un divertente viaggio nei sogni dell’Italia della prima metà del secolo scorso. Come sempre ospiteremo compagnie giovani e realtà già affermate nel panorama teatrale e, come sempre, vi offriremo teatri diversi per linguaggi, stili e provenienze. Una novità assoluta sarà "L’eredità" di Bernard Marie Koltès, testo presentato per la prima volta in Italia e, ancora in tema d’ecologia, nuova anche l’idea di "festeggiare" con uno spettacolo la Giornata di mobilitazione internazionale in nome del risparmio energetico. Nuovo di zecca anche lo spettacolo che vedrà protagoniste Angela Malfitano e me: "A proposito di tutte queste Signore" sarà infatti presentato in prima assoluta a Castel Maggiore.
Eugenio Allegri torna invece ad un suo grande successo - "Novecento" di Baricco - presentato però in una nuova versione che, in virtù della sua essenzialità, ha ottenuto l’elogio dell’autore. Lo Shakespeare di quest’anno sarà un’affascinante versione de "Il Mercante di Venezia", spettacolo premiato con un premio Ubu alla regia. Bentornati a Vito, a Enrico Messina e ad Accademia degli Artefatti, già ospiti in precedenti edizioni. Li vedremo alla prova con temi legati alla nostra attualità (guerre, televisione), e con un Ligabue ritratto dalle parole di Zavattini.
Bentornate le nostre domeniche che, dopo il successo della precedente edizione, riproporranno le Storie nell’Ombra.
Bentornato anche al pubblico di affezionati che continua a scegliere il nostro Teatro come luogo d’incontro e di scoperta. A loro, quest’anno chiederemo di segnalare lo spettacolo che più hanno gradito e che sarà simbolicamente premiato con l’invito alla compagnia ad essere ospite anche nella Stagione successiva.
Sempre agli abbonati è riservato lo spettacolo in anteprima del 30 dicembre e che sarà anche l’occasione per scambiarci gli auguri di buon anno.
Aperti agli spettatori delle Scuole e agli spettatori serali gli spettacoli che celebrano il Giorno della Memoria e la ricorrenza del 25 aprile.
Aperto il teatro a tutte le persone curiose, a chi ama ascoltare, a chi non si accontenta della televisione, a chi non si è fermato in una sedentarietà della mente e del cuore ma vive ?viaggiando?.
A tutti voi, indispensabile pubblico!
Francesca Mazza
Direttrice Artistica
"per fare gli spettatori bisogna essere in-genui. A me piace scrivere l’aggettivo in-genuo con il trattino, perché vuol dire generare in se stessi, vedi gli spettacoli e generi in te stesso qualcosa di tuo. (...) credo che anche lo spettatore sia in qualche modo partecipe della creazione teatrale e quindi deve creare anche lui in modo aperto. Il teatro non si può semplicemente "consumare" perché è un fatto vivente, è esperienza".
Claudio Meldolesi, da un’intervista di Nicola Zuccherini
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APERTURA DI STAGIONE STAGIONE Venerdì 11 dicembre 2009, ore 21.15 Mercoledì 30 dicembre 2009 Venerdì 8 gennaio 2010, ore 21.15 Venerdì 12 febbraio 2010, ore 21.15 Venerdì 26 febbraio, ore 21.15 Venerdì 12 marzo 2010, ore 21.15 Venerdì 26 marzo 2010, ore 21.15 Venerdì 16 aprile 2010, ore 21.15 |
CHIUSURA DI STAGIONE
IL GIORNO DELLA MEMORIA
LA FESTA DELLA LIBERAZIONE STORIE NELL’OMBRAViaggio negli enigmi bolognesi a cura di Riccardo Marchesini e Antonella Beccaria, in collaborazione con Giostra Film Domenica 6 dicembre 2009, ore 17.00 |
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Sabato 7 novembre 2009, ore 21.15
DOPPIO SOGNO
Arturo Stalteri in concerto
Musiche di Tim Hardin, Wim Mertens, Ryuichi Sakamoto, Bert Jansch, Genesis, Erik Satie e Arturo Stàlteri
Seguirà una breve conversazione fra Arturo Stalteri e Roberto Grandi sul tema "Comunicare con la radio" nel centenario del Premio Nobel a Guglielmo Marconi.
LA STAGIONE
Venerdì 13 novembre 2009, ore 21.15
Pierfrancesco Pisani
in collaborazione con Istituzione Biblioteche di Roma e Infinito snc
in occasione del ventennale della morte dell’autore
presenta
Vito in
TONI LIGABUE
di Cesare Zavattini
regia: Silvio Peroni
scenografia: Giuseppe Laronga - Wolf
costumi: Rosanna Pellicciari
musica: Andrea Marcolini
organizzazione: Giulia Ogrizek
un ringraziamento particolare all’ Archivio Zavattini e alla biblioteca Villa Mercede Roma
Sono davvero poche le figure di artisti e intellettuali italiani che abbiano saputo travolgere con la loro lucida utopia ogni convenzione, correndo incontro a un’ossessione e a una speranza. Se di Pasolini, con mille equivoci e tentativi di strumentalizzazione, si conosce (quasi) tutto, di Cesare Zavattini si sa davvero poco o niente. Anzi, meno di niente. Neutralizzato con l’etichetta di "umorista", o tutt’al più di sceneggiatore neorealista di De Sica, Zavattini è stato ricondotto dentro quella camicia di forza che lui stesso aveva indossato nell’indimenticabile e intensa interpretazione del film La verità.
Nel racconto in versi scritto per il famoso libro dell’editore Ricci (1967), Cesare Zavattini confessa intrepidamente il disagio che gli procurò la figura di Antonio Ligabue le poche volte che ebbe occasione d’incontrarlo. Sempre respinto ai margini della società, zingaro ed eretico per eccellenza, il pittore di Gualtieri fu riscoperto dopo la sua morte come la più forte voce poetica della Padania, come una specie di sciamano e perfino come produttore di ricchezza attraverso quadri spesso ceduti per un piatto di minestra. Nasce così uno spettacolo che sa miscelare sapientemente forme e stili esteticamente diversi, soprattutto grazie ad una ricerca linguistica. Per un’opera in cui la parola è così centralmente rilevante,dunque, si impone una messinscena minimalista.
Uno spettacolo leggero nel senso calviniano del termine ma pieno di emozioni, musica e parole quelle di Zavattini che porteranno a rivivere attraverso l’universo teatrale il sorprendente genio pittorico di Ligabue.
Venerdì 11 dicembre 2009, ore 21.15
Armunia
In prima assoluta per l’Italia
L’EREDITA’
di Bernard Marie Koltès
con: Elena Croce, Francesco Wolf, Celeste Gugliandolo, Giuseppe Nitti, Sara Bettella, Raffaele Musella
regia: Alessio Pizzech
Un viaggio attraverso i dissidi e le rotture all’interno di una famiglia dove si consuma il post - mortem del padre - padrone.
I personaggi reagiscono in modo profondamente differente e contrastante all’assenza di questa figura di riferimento ed in gioco entrano i rapporti tra passato e presente tra dimensione futura della vita ed attaccamento a valori oramai finiti. In realtà la famiglia si ripropone in questo testo come il paradigma del sistema sociale e dei conflitti che attanagliano la cultura occidentale. Il rapporto singolo / collettività si fa urgente. Il conflitto tra rivoluzione e conservazione assume i toni di una battaglia apocalittica entro cui si ridiscutono i termini dell’identità e così maschile e femminile divengono categorie vecchie e incapaci di raccontare una nuova realtà umana.
L’incendio e le altre immagini fortemente simboliche che Koltès mutua dal linguaggio cinematografico, diventano emblemi di una guerra spietata di tutti contro tutti in cui si respira la violenza contemporanea che ci circonda. Ogni personaggio racconta in termini profondamente differenti una solitudine che è tutta sua, che gli appartiene e che assume le forme di una vera e propria patologia. In questo testo tanti sono i rimandi a Shakespeare ed infatti un’aria vagamente poetica, talora ironica aleggia sul contesto rendendolo ancora più scioccante.
ANTEPRIMA A INVITI
Mercoledì 30 dicembre 2009
Tra un atto e l’altro
VENETY FAIR
di e con: Marta Dalla Via
regia: Angela Malfitano
luci e suoni: Roberto Di Fresco
collaborazione ai testi: Claudia De Luca
Se guardo il mondo da un oblò, mi annoio un po’, ma se lo guardo da una finestra grande, immensa e spalancata, mi vien da dire che ogni posto ha un suo nord e un suo sud. Perciò il destino di uno che vive su un pianeta rotondo è che sarà sempre il terrone per qualcun altro.
Io non ho paura della città. Ho paura del piccolo villaggio di provincia. Ho paura del paesello dove la gente si trova al bar, dove si muore di Biancosarti, dove tutti ti somigliano perché sono tuoi parenti, dove si fanno le cose "di una volta" "come una volta". Dove "Che bravo quelo saluda sempre" e poi è Pietro Maso o Felice Maniero o Unabomber.
Mussolini è nato a Predappio.
Marta Dalla Via
Venerdì 8 gennaio 2010, ore 21.15
Armamaxa Teatro
1981 - ALL’INIZIO DELL’ERA DEL GODIMENTO
di e con: Enrico Messina
pianoforte live: Fabrizio "Siro" Sirotti
disegno luci: Francesca Collinelli e Fausto Bovini
in collaborazione con: Teatri Abitati - Residenza Teatrale di Ceglie Messapica e Ostuni
Quando eravamo bambini le giornate erano più lunghe, come se durassero di più. Ma tutte, proprio tutte finivano allo stesso modo; e alla stessa ora. La televisione, si accendeva lenta; a valvole. E da lontano arrivava quella musica.... Carosello. I cancelli si aprivano... e ti portavano nel mondo del "merendero", della "peppina" e di "miguel son sempre mi!", e "paulista". Ma nel 1981 Carosello era già finito, non c’era più.
A pensarci adesso, noi siamo diventati grandi quando è finito Carosello ed è arrivata la pubblicità, quella vera, fatta con gli spot. Una volta, però, in quel 1981, dentro alla mia televisione c’era un sacco di gente, troppa.
Si agitavano, intorno a un buco per terra; un pozzo. Ci era caduto dentro un bambino, Alfredino. Era Vermicino. Fu il primo, terrificante, reality show, e con quel bambino precipitarono in un pozzo 30 milioni di spettatori italiani. Alla pagina "Radio e Televisione" di La Repubblica del 17 Giugno 1981 si legge: "...un indice d’ascolto record, che ha toccato i trenta milioni di spettatori intorno alla mezzanotte di venerdì... una diretta storica, almeno dal punto di vista del Servizio Opinioni dell’azienda".
A pagina 3 dello stesso quotidiano Domenica 14 Giugno Paolo Guzzanti scriveva: "...è stato il festival della proiezione, tutti eravamo tutti: tutti eravamo Alfredo nel pozzo, tutti eravamo la madre, tutti eravamo Pertini cha abbandona la crisi di governo, tutti eravamo i vigili del fuoco...", mentre sul Corriere della Sera, in prima pagina, Carlo Bo si domandava: "...di quella emozione registrata alla televisione che cosa resta, che cosa leggiamo nel cuore comune del paese...". La Televisione, scopriva in quei giorni il proprio enorme potere: poteva trasformare la realtà in spettacolo. E noi ci trasformammo da popolo in pubblico: era l’inizio dei "favolosi anni ottanta", l’inizio dell’era del godimento.
Venerdì 12 febbraio 2010, ore 21.15
in occasione della giornata di mobilitazione internazionale per il risparmio energetico,
Associazione Culturale Creature Creative, Festival a Veglia, Festival Armunia Costa degli Etruschi presentano:
ORTI INSORTI
con: Elena Guerrini, Chiara Verzola, Stefano Delvecchio
regia, scene e costumi: Elena Guerrini
Nell’orto e nel giardino tutto nasce, vive, muore e rinasce...
Tra ricordi del nonno contadino che insegnava a contare da zero a cento ai mezzadri, storie paesane, ricette di antiche merende, bicchieri di vino rosso, barzellette, canzoni degli anni settanta, bestemmie e riflessioni sulla coltivazione di un orto come esperimento di costanza e pazienza; Elena Guerrini ci accompagnerà in un viaggio a contatto con la nostra terra. L’attrice canta, ride, incanta e diverte col suo colorito umorismo toscano, ma, soprattutto fa riflettere, parlandoci della natura che fu, di locale e globale, della scomparsa delle api, dei semi fatti in casa e scambiati tra ortolani e di quelli ibridi, brevettati e venduti dalle multinazionali dell’agribusiness, del seme terminator della Monsanto e delle coltivazioni geneticamente modificate. Dei nani da giardino e delle strade bianche, delle autostrade che sono dove c’erano i poderi e dei suv che invadono le campagne, delle lotte contadine e della profonda trasformazione dell’agricoltura. Ci presenterà i maestri che ha incontrato in questo viaggio: parlerà di Fukuoka, il saggio giapponese teorico della coltura della non azione, dei giardinieri rivoluzionari, di Pompilio che all’età di ottantatre anni piantava gli ulivi in Maremma, di Pasolini e della fine della civiltà contadina, di Vandana Shiva e del movimento Navdanya in India, e di Libereso Guglielmi, il giardiniere di Calvino.
Venerdì 26 febbraio, ore 21.15
Eugenio Allegri legge
NOVECENTO
di Alessandro Baricco
Il debutto al festival "Asti Teatro 16" nel giugno del 1994, sette anni di tournée dal 1995 al 2002, trecentoquindici repliche in Italia e in Europa e circa centoventimila spettatori hanno decretato il successo di un monologo divenuto un cult della scena italiana: il suo titolo era "Novecento", opera di Alessandro Baricco, il quale, nella prefazione del libro pubblicato pochi mesi dopo il debutto teatrale, dichiarava di averlo scritto "...per un attore, Eugenio Allegri e un regista, Gabriele Vacis". Nel frattempo il libro, tradotto e venduto in tutto il mondo, si avviava al traguardo del milione di copie (che ormai sta per essere raggiunto) e qualche anno fa Giuseppe Tornatore ne traeva la versione cinematografica realizzando "La leggenda del pianista sull’oceano".
Oggi, Eugenio Allegri riparte dal monologo di Baricco per presentare la "Lettura di Novecento" che non è solo quella del libro, bensì dello stesso spettacolo, visto che la colonna sonora sarà la medesima di allora e che accanto al leggio, su uno schermo scorreranno a tratti alcune immagini del film, ma soprattutto, dei momenti salienti della performance dell’attore che, con quel suo lavoro fatto di andamenti musicali della parola, di gesti surreali e di evocazioni magnetiche venne "scoperto" dalla critica e dal grande pubblico.
Dunque una proposta per ritrovare in parte quel pubblico e per avvicinare i tanti giovani che in questi anni "Novecento" lo hanno letto, amato, regalato.
Venerdì 12 marzo 2010, ore 21.15
Accademia degli Artefatti
SPARA,TROVA IL TESORO, RIPETI - Nascita di una nazione
di Mark Ravenhill
regia: Fabrizio Arcuri
traduzione: Pieraldo Girotto, Luca Scarlini
con: Miriam Abutori, Matteo Angius, Gabriele Benedetti, Fabrizio Croci, Pieraldo Girotto
assistente alla regia: Luigi Coluccio
cura degli ambienti: Diego Labonia
organizzazione: Miguel Acebes
collaborazione alla produzione: Magna Grascia Teatro - Regione Calabria, Le Chant du Jour (Roma)
Nella primavera del 2007 Mark Ravenhill ha un attacco epilettico che gli causa un coma e una perdita di memoria. Quando si risveglia non ricorda di aver preso l’impegno di scrivere una pièce al giorno per ognuno dei 16 giorni dell’Edinburgh International Festival. Nelle settimane successive, fortemente segnato da questa esperienza, Ravenhill scrive Spara, trova il tesoro e ripeti, un ciclo di 17 pezzi ispirati ad altrettanti classici della letteratura, del cinema o della musica -tra gli altri: Le troiane, Il paradiso perduto, Il crepuscolo degli dei, Orgoglio e pregiudizio, La guerra dei mondi. Ogni pezzo è autonomo, tutti raccontano della guerra contro il terrore sostenuta dalle potenze occidentali. Il risultato è una epopea contemporanea immersa in un’atmosfera da tragedia classica.
BIRTH OF A NATION è uno dei più importanti e controversi film nella storia del cinema americano. Girato nel 1915 da D.W. Griffith e ambientato ai tempi della guerra civile americana, il film è fortemente innovativo nella tecnica narrativa ma suscitò aspre polemiche per l’accusa che gli venne rivolta di promuovere la supremazia dei bianchi e di giustificare fenomeni come il Ku-Klux-Klan. Nella trasposizione contemporanea di Ravenhill, dopo che una potenza straniera si è ritirata, un gruppo di artisti del paese occupante viene ora a lavorare nel paese devastato per promuovere l’efficacia dell’arte e della pratica artistica come rimedio taumaturgico per i disastri e le tragedie causate dalla guerra.
Venerdì 26 marzo 2010, ore 21.15
Fondazione teatro Due presenta
IL MERCANTE DI VENEZIA
Di William Shakespeare
Con: Elena Borgogni, Oscar De Summa, Mirko Feliziani, Angelo Romagnoli
Regia: Massimiliano Civica
Premio Ubu 2008 Miglior Regia
Scritta intorno al 1596, la commedia in cinque atti composta di prosa e versi presenta la storia di un patto non mantenuto e di una vendetta sullo sfondo della millenaria intolleranza religiosa nei confronti degli ebrei. Per il regista Massimiliano Civica, dopo il successo ottenuto nella scena off con Ai fantaccini meccanici, Grand Guignol e La parigina, Il mercante di Venezia di Shakespeare rappresenta l’approdo, felicemente riuscito, sulle scene teatrali.
"Il Mercante di Venezia è un enigma. Non provo neanche a sintetizzare le tante questioni interpretative che solleva. È nella nostra voglia di interpretare, di spiegare, cioè di sciogliere l’enigma, che forse si trova un vizio di forma, il peccato originale. Perché pensiamo che l’enigma sia una domanda?
Siamo sempre stati convinti che esso preveda e contenga una risposta, che solleciti la sua risoluzione. L’enigma non è una domanda, ma una certificazione della realtà. Non è qualcosa da capire, è qualcosa da contemplare. Come si contempla un paesaggio, il mare, l’abisso dei nostri ricordi, un amore, l’irriducibilità al senso di ogni manifestazione piena della vita".
Massimiliano Civica
Venerdì 16 aprile 2010, ore 21.15
Ass. cult. Tra un atto e l’altro
A PROPOSITO DI TUTTE QUESTE SIGNORE
di e con Angela Malfitano e Francesca Mazza
Il titolo è provvisorio e preso a prestito da uno dei massimi registi di cinema e più grandi creatori di ritratti femminili: Ingmar Bergman.
Per la prima volta, dopo tante esperienze condivise - spettacoli, laboratori, viaggi, cene, progetti, preventivi, consuntivi, ansie, gioie e dolori - ci divideremo la scena, noi due, sole. Cosa potremmo raccontare se non storie "al femminile"? E’ una vocazione e una necessità.
Lo stare in scena ha sempre e comunque valenza autobiografica. Qualunque abito, qualunque gesto o parola, dirà di noi, della nostra storia. Racconterà di queste Signore che hanno trovato nel teatro il loro altrove e da questa postazione privilegiata si permettono il lusso - e la fatica - di cercare la verità in un gioco di finzione.
Attenzione: comunque, niente di personale!
A.M. e F. M.
CHIUSURA DI STAGIONE
Sabato 8 maggio 2010, ore 21.15
TIDA - Teatro Instabile di Aosta
THE SGIRLIES- LE TROTE BLU
Scritto e interpretato da Emanuela Belmonte e Valentina Musolino
Regia: Emanuele Avallone e Marco Chenevier
Ingresso gratuito
Installazione musicale con valigetta e boccetta di profumo.
Un duo di sciantose presenta il suo repertorio di canzoni italiane dagli anni '30 agli anni '50. I brani sono eseguiti a cappella o accompagnati da un ensemble ritmico composto da pettine, boccetta di profumo e tacco a spillo.
Il repertorio comprende le canzoni più conosciute come "Maramao perché sei morto" del Trio Lescano o stupendi "pezzi da museo" quali "Mi ami Memy a Miami?" di Odoardo Spadaro. "Può nascere un po’ di jazz spruzzandosi del profumo" disse la Venere Nera al Bal Tabarin di Parigi nel 1923...
Sulle tracce delle loro colleghe dei café-chantant d’inizio secolo, le Sgirlies sfoderano tutto il loro fascino di donne fatali, raccontano di paparazzi e viveurs, si scatenano in improvvisazioni vocali e sfide mozzafiato di sventolamento di sciarpetta...
Ma mentre una casca sull’altra inciampando nella cappelliera da viaggio, la roboante ovazione del pubblico non si placa...
STORIE NELL’OMBRA
Viaggio negli enigmi bolognesi
a cura di Riccardo Marchesini e Antonella Beccaria
in collaborazione con Giostra Film
Ingresso gratuito
Domenica 6 dicembre 2009, ore 17.00
6 DICEMBRE 1990: UN AEREO MILITARE SULLA SCUOLA SALVEMINI
Dodici ragazzi di sedici anni tra le vittime e quattro gravi feriti, tre studenti e un insegnante. È il bilancio di uno dei più gravi incidenti provocati da mezzi militari a scapito della popolazione civile, insieme alla strage di Ustica del 27 giugno 1980 e del Cermis del 3 febbraio 1998: un aviogetto militare che si abbatte sulla succursale dell'istituto tecnico "Salvemini" durante un addestramento. A fronte di un evento così grave, seguirà un iter processuale deludente e l'umiliazione dei familiari delle vittime.
Ospiti:
Simona Lembi, Assessore alla Scuola del Comune di Bologna ed ex studentessa dell’Istituto Salvemini
Roberto Alutto, Associazione parenti vittime Istituto Salvemini
Vittoria Saporito Gennari, Associazione parenti vittime Istituto Salvemini
Letture: Francesca Mazza
Domenica 24 gennaio 2010, ore 17.00
IL CASO NIGRISOLI: LA CLINICA DELLA PAURA
La sera del 14 marzo 1963 Ombretta Caleffi, moglie di Carlo Nigrisoli, figlio del titolare di una nota casa di cura bolognese, viene trovata morta nel suo appartamento. E' l'inizio del giallo del curaro, che dividerà in innocentisti e colpevolisti l'opinione pubblica bolognese, in modo analogo a quanto avvenuto alcuni decenni prima con il delitto Murri. Nel febbraio del 1965 Carlo Nigrisoli, che si è sempre proclamato innocente, verrà condannato all'ergastolo.
Ospiti:
Marilù Oliva, docente e scrittrice
Nathalie Dodd, operatrice culturale e scrittrice
Roberto Landi, avvocato della difesa di Carlo Nigrisoli
Letture: Elisa Rampon
Domenica 21 febbraio 2010, ore 17.00
DA MAMMA EBE A VANNA MARCHI: GLI IMBROGLI DELL’OCCULTO
Maghi, fattucchieri, guaritori e santoni: le cronache hanno raccontato di frequente raggiri, tecniche di convincimento, leve esercitate su vittime fragili che spesso non hanno strumenti contro chi vuole sfruttare buona fede e una dose di credulità. I casi di Mamma Ebe, esploso nel 1984, e quello di Vanna Marchi, in attesa di giudizio definitivo, sono le due vicende che ci porteranno in un mondo dove imbrogli e fregature sono una minaccia costante.
Ospiti:
Cristiano Governa, giornalista e scrittore
Carmelo Pecora, scrittore ed ex poliziotto
Letture: Angela Malfitano
Domenica 28 marzo 2010, ore 17.00
PAURA A BOLOGNA- STORIA DI CINQUE RAPIMENTI
Sempre più di frequente, negli anni Ottanta Bologna si fa teatro di crimini e violenze di varia matrice. La cittadinanza è sotto shock, si barrica nelle case, installa inferriate e sistemi d’allarme che non appaiono però sufficienti a fermare la ferocia senza scrupoli dell’anonima sequestri. Nel giro di pochi anni vengono messi a segno cinque rapimenti, con modalità ed esiti diversi: solo cinque giorni per il giovane Francesco Segafredo, "re del caffè"; oltre tre mesi per la bella e fragile Ludovica Rangoni Machiavelli, che si rivela ben presto un ostaggio "sbagliato"; 67 giorni e una ferita difficile da rimarginare per Patrizia Bauer; fino ai ben più tragici episodi, terminati con la morte, di Alessandro Fantazzini ed Eugenio Gazzotti. Cinque storie di paura raccontate dai protagonisti dell’epoca.
Ospiti:
Achille Melchionda, avvocato e scrittore
Vittorio Di Santo, investigatore privato ed ex appartenente all’Arma dei Carabinieri
IL GIORNO DELLA MEMORIA
Mercoledì 27 gennaio, ore 21.15
Persephone - Atti sonori
L’ANGELO DELLA MEMORIA
Con: Mirko Rizzotto e Giambattista Giocali
Regia: Massimo Sceusa
in collaborazione con Studio Pro Forma, storia e memoria
Ingresso gratuito
Nell’inverno del 1940 il compositore francese Olivier Messiaen si trovava prigioniero nel campo tedesco di Stalag VIIIA, in Sassonia; non era l’unico musicista e questo lo stimolò, nonostante la durezza della vita nel campo, a comporre un pezzo per gli esecutori che vivevano con lui.
Il risultato fu una grande composizione in 8 movimenti: il Quatuor pour la fin du temps.
Il violinista ed il clarinettista avevano con sé i propri strumenti; nel campo si trovò un violoncello al quale mancava una corda ed un vecchio pianoforte al quale ogni tanto si incastravano i tasti; così, nel gennaio del 1941, di fronte ad un insolito pubblico, costituito da oltre 5.000 prigionieri provenienti da Francia, Belgio, Polonia ed altre nazioni, si svolse il singolare concerto.
Il compositore preparò il pubblico all’ascolto, spiegando il significato del pezzo che i musicisti avrebbero eseguito nell’improvvisato concerto.
Qualche anno dopo Messiaen dirà di non aver mai avuto un pubblico tanto attento e comprensivo come quello.
La composizione originale è strutturata in otto movimenti, che corrispondono nella drammaturgia ad altrettanti momenti della Shoah.
Dal rastrellamento, alle deportazioni, dalla vita nei campi di concentramento al difficile ritorno dei sopravvissuti, attraverso una narrazione che contempera il senso di una libertà ritrovata con i segni lasciati dagli orrori sofferti.
Un’unica storia, fatta di episodi vissuti da persone diverse, concatenati fra loro dal medesimo filo cronologico e drammaturgico: una storia raccontata attraverso tante storie.
La forza di questo progetto è anche frutto della ricerca approfondita di materiale inedito, reperito grazie alla collaborazione con lo Studio Pro Forma, storia e memoria di Carpi.
LA FESTA DELLA LIBERAZIONE
Giovedì 22 aprile 2010, ore 21.15
Daniela Fini in
A GUARDARE LE NUVOLE
Tratto dal racconto di Mirella Tassoni pubblicato in "A guardare le nuvole. Partigiane modenesi tra memoria e narrazione" a cura di Caterina Liotti e Angela Remaggi
Adattamento, regia, interpretazione: Daniela Fini
Musiche dal vivo: Flexus e Marco Palladino
con collaborazione con il Comune di Soliera e il Centro Documentazione Donna e l’Istituto Storico per la resistenza di Modena
Ingresso gratuito
"Le nuvole. Furono loro, quella volta, a salvarmi la vita". Così, Marta parla, ricordando uno dei momenti più drammatici della sua esperienza di staffetta partigiana. Il suo racconto parte dall’infanzia, vissuta nella provincia modenese durante il regime fascista e giunge fino al dopoguerra, fino alla ricostruzione... Filo della storia non i grandi eventi, ma la vita quotidiana di un gruppo di ragazze , che si trova a fare i conti con la guerra, con i tedeschi occupanti e con il regime fascista, che mostrerà ben presto la sua vera faccia; cosicché Marta e le sue amiche, dovranno compiere scelte ben precise, nonostante la loro giovane età...
Ma chi è Marta? È veramente esistita? Occorre fare un passo indietro, all’ascolto della voce delle donne di cui qui si racconta la storia, con l’intento di capire di più sul loro ruolo nella Resistenza - spesso etichettato come accessorio ma in realtà fondamentale - e di rendere trasmissibile questo prezioso patrimonio di memoria. La Resistenza, dunque, vista come luogo in cui, sia pure con modalità diverse e non lineari, il soggetto femminile rivendica spazi propri nella sfera pubblica.
Il racconto "A guardare le nuvole" racchiude diverse testimonianze di donne che hanno partecipato alla Resistenza, nella provincia di Modena. L’autrice, Mirella Tassoni, ha scelto emblematicamente quattro figure di donne: per comporre una sorta di storia romanzata che mette in rilievo le cause che hanno spinto giovani ragazze , molto diverse fra di loro (chi proviene da famiglia cattolica, chi da famiglia comunista, chi da famiglia fascista...) a fare una scelta di parte così forte , importante e pericolosa, che le vedrà unite sotto il nome di staffetta o di partigiana combattente...
In scena oltre all’attrice-narratrice, quattro musicisti che con la loro musica e le loro canzoni tracciano il ponte che dal passato arriva fino ai giorni nostri.
STAGIONE:
ingresso spettacoli € 9.00
riduzioni: studenti € 6.00 - bambini, over 65, militari, accompagnatori persone con disabilità € 5.00.
Persone con disabilità: ingresso gratuito
Abbonamento 8 spettacoli € 50.00
APERTURA e CHIUSURA DI STAGIONE: ingresso gratuito
STORIE NELL’OMBRA: ingresso gratuito
GIORNO DELLA MEMORIA E FESTA DELLA LIBERAZIONE: ingresso gratuito
Informazioni e prenotazioni: tel.339.56.59516 - traunattoelaltro@libero.it
Segreteria Organizzativa: Lorena Gubellini
Coordinamento: Servizio Giovani e Promozione Culturale - Città di castel Maggiore
Ufficio Stampa: Sergio Secondino - Città di castel Maggiore
Consulenza Amministrativa: Thomas Consulting Group
Informazioni e prenotazioni
Associazione Tra Un Atto e l’Altro - tel. 339.56.59.516 - traunattoelaltro@libero.it
Informazioni
Città di Castel Maggiore
Servizio Giovani e Promozione Culturale - tel. 051.63.86.812 - cultura@comune.castel-maggiore.bo.it
URP - tel. 051.63.86.781/782/784 - urp@comune.castel-maggiore.bo.it
Ufficio Stampa e Comunicazione - tel. 051.63.86.738 - info@comune.castel-maggiore.bo.it
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