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Grande Guerra e Guerra di Liberazione: il data base dei nostri caduti
Grazie al pregevole lavoro dei responsabili del Progetto Nuove Istituzioni Museali del Comune di Bologna, nell'ambito del programma "Monumenti che parlano", al Comune di Castel Maggiore in occasione del 62° anniversario della Liberazione è stata riservata una area dedicata all’interno del grande database multimediale in cui sono raccolte le biografie di tutti i partigiani caduti durante la Lotta di Liberazione nella provincia di Bologna. Il database permette di consultare le informazioni sui caduti, sulle battaglie e sulle formazioni della lotta di Liberazione; documentazione fotografica; riproduzioni di documenti d’epoca; interviste e contributi audio e video. Il programma "Monumenti che parlano" ha consentito di realizzare la ricostruzione virtuale dei sacrari bolognesi - l’Ossario alla Certosa di Bologna e il Sacrario di Piazza Nettuno - dedicati ai caduti nella Lotta di Liberazione, che sono visibili presso il Museo della Resistenza o direttamente sul web. Il database dei caduti della resistenza di Bologna è aggiornabile e modificabile in tempo reale e per chi non possedesse connessioni internet in banda larga è consultabile indipendentemente dai modelli virtuali all’indirizzo http://certosa.cineca.it/2/. Con l’apertura del collegamento dal sito del Comune di Castel Maggiore al database della Resistenza viene così data la giusta visibilità ai caduti che hanno avuto origine nel Comune e se ne onora anche in questo modo la memoria.
In occasione del 4 novembre 2009, ricorrenza della fine della Grande Guerra, il progetto "Monumenti che parlano" del Settore Cultura del Comune di Bologna ha presentato il data base on line dei caduti, dove è oggi possibile consultare pagine legate in particolare ai caduti del Comune di Castel Maggiore. L'operazione è stata possibile grazie al lavoro dei ricercatori Angelo Fanelli e Sanzio Campanini, che hanno dato alle stampe il volume "Onore e memoria - Castel Maggiore ed i suoi caduti della Grande Guerra 1915-1918", e alla disponibilità del Settore Cultura del Comune di Bologna. Il volume di Fanelli e Campanini è anch'esso reso disponibile on line. Pubblicato con la collaborazione del Comune di Castel Maggiore, questo pregevole lavoro rappresenta un importante contributo alla memoria della nostra comunità. Il Sindaco Monesi nella prefazione osserva che "gli autori, con grande pazienza e determinazione, hanno dato un volto e una storia ai nomi incisi nella pietra", restituendo profilo e storia personale ai nostri caduti, che avrebbero rischiato di rimanere semplicemente dei numeri nella contabilità della guerra.
Accedi alla Certosa di Bologna, Monumento Ossario ai partigiani caduti Inaugurato il 31 ottobre 1959, fu voluto dal Giuseppe Dozza, il sindaco della liberazione di Bologna, che diede l'incarico a Piero Bottoni (Milano 1903-1973), esponente di spicco del Razionalismo in Italia, vicino alle posizioni di Le Corbusier